Il lavoratore può rifiutarsi di sottoporsi alla sorveglianza sanitaria?


Il datore di lavoro è obbligato a sottoporre i lavoratori alla sorveglianza sanitaria tramite la nomina del medico competente.

Il rifiuto da parte del lavoratore a sottoporsi alle visite mediche e agli accertamenti sanitari disposti dal medico competente costituisce una grave ingerenza nell’operato del datore di lavoro.  Il Medico Competente non può obbligare il dipendente a sottoporsi agli accertamenti sanitari, mentre il datore di lavoro deve prendere tutti i provvedimenti che la legge gli impone.

Nel caso in cui il lavoratore si rifiuti di sottoporsi alle visite mediche, il datore di lavoro deve quindi procedere a provvedimenti disciplinari, per convincerlo a cambiare idea. Se tali provvedimenti non convincono il lavoratore, il datore di lavoro può ricorrere al licenziamento per giusta causa.

La Magistratura si è occupata molte volte di casi in cui i lavoratori si sono rifiutati di sottoporsi agli accertamenti sanitari, alcuni dei quali sono anche stati esaminati dalla Suprema Corte di Cassazione Penale, che ha condannato il datore di lavoro che non aveva preso provvedimenti.
Qualora il lavoratore insista nel rifiuto, potrà essere avvisata l’ASL territorialmente competente che, essendo un organo di polizia giudiziaria, procederà ad accertare l’infrazione del lavoratore, con le conseguenze penali.

QUALI SONO LE SANZIONI PREVISTE?

Il datore di lavoro che adibisce un lavoratore ad un’attività lavorativa per la quale la legge prevede l’obbligo della sorveglianza sanitaria potrà incorrere in una contravvenzione, che prevede l’arresto da 2 a 4 mesi o un’ammenda da 516,00 Euro a 2.582,00 Euro.
Sono previste sanzioni anche per il lavoratore, che verrà punito con l’arresto fino ad 1 mese o con una specifica ammenda.